Al lago con il futuro
anteriore (in forma attiva e passiva)
di Mariarosa Mimosa C.
Quando il tempo mi avrà concesso
la possibilità di ammirare ancora il lago di Fimon assieme a te, allora, forse,
capirai quanto importante sia stato passeggiare avendoti accanto.
Le
mie scarpette di vernice nera, aperte in punta, non certo adatte a quel
percorso, lasciavano entrare minuscoli sassolini che mi pizzicavano.
Forse, alla sera, avrò avuto i
piedi un po’ doloranti, ma il ricordo di quella passeggiata resterà sempre nei
miei ricordi.
Sul lago le ninfee, fiori
dell’acqua e del rinnovo della vita a primavera, erano appena sbocciate e
destavano la mia curiosità per il colore e la forma particolare .
In questi tiepidi giorni saranno
state ammirate da molte persone
che si ritroveranno al lago per festeggiare il lunedì dell’Angelo, ma so che
fioriranno pensando a me e a quel giorno lontano in cui mi hanno conosciuta.
Appena saranno passati questi anni difficili,
sono sicura che saremo ancora capaci di sentire sulla nostra pelle il profumo
di quel fieno appena tagliato, la nostra mente sarà aperta a riconoscere i
suoni dell’acqua mossa dai remi di un pescatore solitario, i nostri occhi
vedranno ciò che si nascondeva al di là dei colli che si specchiano nel lago.
Se i cigni saranno usciti
dall’acqua, con a seguito la loro covata dondolante e pigolante, sarà ancora
uno stupore seguirli e ammirarne la grazia delle movenze e l’attaccamento ai
cuccioli indifesi.
Quando avrete finito di leggere
queste nostalgie e speranze, allora capirete l’importanza delle piccole cose,
dei gesti spontanei, dei momenti trascorsi a sentire e a vivere la bellezza dei
sentimenti più veri.

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